Cos’hanno in comune le frecce in auto e l’economia italiana che non cresce?

La strada è il contesto dove quotidianamente e più frequentemente ci confrontiamo personalmente con l’applicazione di leggi e con il loro rispetto. Non esagero se lo sostengo, giusto?

Bene, se analizziamo questo contesto, la prima cosa che mi viene in mente è questa: mentre guido è quasi impossibile che io veda qualcuno compiere un gesto banale come mettere la freccia quando cambia corsia.

Non tutti, è vero, ma la maggior parte sì.

Perché? Cosa ci impedisce di mettere la freccia quando cambiamo corsia per superare o rientrare dal sorpasso? Cosa ci impedisce di mettere la freccia quando svoltiamo o ci stiamo accostando?

Credo che la risposta sia da ricercare nel fatto che quando guidiamo, egoisticamente, pensiamo solo a noi stessi. Non ci importa degli altri. Non ci interessa ragionare sul fatto che se tutti rispettassimo le regole il traffico sarebbe sicuramente più scorrevole. Guardate, non sto sparando affermazioni a caso. Girando il mondo, nei Paesi dove la maggior parte degli automobilisti rispettano le regole del Codice della Strada il traffico è davvero più scorrevole.

Tutto ciò è davvero grave. Non tanto per ragioni che attengono alle infrazioni, ma più per ciò che attiene al quotidiano.

Sì, perché questo comportamento egoistico diffuso è un sintomo forte di comportamenti sistemici.

Questo comportamento è sintomo, prima di tutto, del fatto che non sappiamo fare networking. E senza networking non si cresce. Fare networking, infatti, significa avere una visione comune. Ci si scambia opinioni, ci si aiuta a vicenda, si decide insieme che la strada migliore da perseguire sia una e insieme la si affronta. Come possiamo pensare che se abitualmente ce ne freghiamo degli altri e delle regole siamo in grado di fare networking?

E senza networking non si crea sistema. E senza un sistema che abbia una strategia e una visione d’insieme, in economia possono accadere due cose:

  • Si cresce da soli (ma per poco), a discapito degli altri, ma poi si arriva al punto che ti porta al fallimento. Torno alla metafora dell’auto: corri, non metti le frecce, magari generalmente arrivi prima ma prima o poi capiterà l’incidente e se dovesse essere grave, allora diventa un problema. E non solo per te, perché magari altri ne risultano coinvolti. Non è un augurio, è la legge della probabilità: se rischi non è detto che vada sempre bene.
  • Non si cresce affatto. Torno alla metafora dell’auto? È meglio di no. Hai già capito come va a finire.

Bene, ora immagina un Paese dove la gente non sa fare networking, dove la politica un giorno decide una misura economica e appena cambia governo la modifica, dove vengono decise imposte e poi variate nel corso dell’anno fiscale, dove ciascuno pensa che se fosse lui a guidare tutto andrebbe meglio, dove ognuno se la prende se la decisione non va bene a lui personalmente anche se va bene per la maggioranza, dove si pensa che se siamo stati una delle prime economie mondiali non potremo mai fallire…

Potrei fare centinaia di esempi. Tutti, però, hanno una costante: senza il networking e senza la comunicazione, tutto diventa un problema.

Se un sistema non ha una visione e la capacità di mettere la freccia, svoltare e poi perseguire su quella strada adottando aggiustamenti migliorativi e senza tornare mai indietro, perché per tutti è chiaro che quella strada ce l’hanno consigliata i dati certi… Ahimè, questo è un sistema che si sta per schiantare.

Senza la visione di sistema ci si perde.

E tutto perché abbiamo iniziato a pensare che mettere la freccia fosse da pivelli neopatentati…

Ora ti chiedo, hai capito perché è il caso che impari a utilizzare la freccia quando guidi?

Buon lavoro supereroe!

 

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