Influenza e influencer: come non cedere alla tentazione di credere alle fake news se vuoi trovare un lavoro

Sai quanto dura in noi un’opinione che non si è radicata e non è divenuta una nostra convinzione?

 

Dura al massimo tre giorni.

 

È per questo motivo che una bugia ha la necessità di essere ripetuta costantemente per divenire realtà.

 

⚠⚠⚠ Il nostro problema è questo: noi interpretiamo la realtà attraverso le nostre convinzioni. Ma le nostre convinzioni sono la realtà? ⚠⚠⚠

 

Mi spiace dirtelo, ma le nostre convinzioni non sono la realtà! Infatti, chi legge o ascolta continuamente informazioni che propongono dati o situazioni e non le approfondisce, può diventare vittima di fake news. Capita perché lasciandosi influenzare, trasforma quei dati parziali o falsi in una sua opinione radicata. In una sua verità. Una verità che è vera solamente nella sua testa (e in quella di chi come lui ci è cascato).

 

Che brutta cosa credere alle fake news. Eppure, può capitare a tutti…

🚫La mission che vi propongo è questa: distruggere tutte quelle convinzioni che non sono provate da fatti, numeri e dati.🚫

 

Siamo bombardati, è vero, non abbiamo tempo di approfondire. Così, è più semplice credere a ciò che ci conviene, che più è in linea con ciò che già pensiamo sia vero, piuttosto che lasciare il giudizio sospeso fino a quando non approfondiamo e capiamo cosa sia vero e cosa sia falso. Quando ci caschiamo capita questo: quel dato ripetuto ci lancia un segnale, noi abbiamo un’intuizione e abbocchiamo. Le intuizioni, però, spesso ci fanno sbagliare. Il sesto senso, quando si tratta di notizie, non serve a molto.

 

Per chi vive una condizione di disoccupazione e ha difficoltà a trovare un lavoro, i dati allarmanti sulla crisi e la percezione che i posti di lavoro disponibili siano sempre meno, lo spingono a pensare che il lavoro non ci sia. A credere che qualunque cosa faccia non troverà mai un lavoro.

 

In un libro uscito di recente, scritto da Bobby Duffy, che s’intitola “I Pericoli della Percezione – Perché ci sbagliamo quasi su tutto” (e che ti invito a leggere) vengono spiegate le ragioni del perché i cittadini di grandi paesi come l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Australia e il Belgio abbiano una percezione della realtà molto lontana dai fatti reali. La maggior parte di noi non sa quanti siano i disoccupati, quanti gli stranieri e i musulmani nel loro paese e quanti carcerati siano stranieri. Sovrastimano queste percentuali in base alle notizie di attualità e a ciò che sentono sui social.

 

Altro problema importante:

noi assumiamo decisioni fondamentali per la nostra vita in base alle nostre percezioni errate e ciò accade indipendentemente dal nostro livello d’istruzione.

La percezione “tira brutti scherzi” e ci fa prendere decisioni sbagliate. E guarda caso, noi italiani, il popolo con la percentuale più alta di analfabeti funzionali, siamo anche il Paese, tra quelli studiati, con la percezione più distorta dei fatti. “L’errore di percezione commesso dagli italiani è quello più alto tra tutti i paesi dell’Unione Europea (+17,4 punti percentuali)”. Significa che se da noi il dato reale della disoccupazione è circa il 10%, la percezione comune sarà di una disoccupazione a circa il 27,4%.

 

Forse ora capisci perché, se vuoi trovare lavoro o cambiare quello che hai, ti chiedo di non basarti sulla tua percezione ma di analizzare approfonditamente tutte le notizie che ti capitano tra le mani.

I dati, se saputi leggere, non mentono mai. La percezione, invece, sì.

Così, capita che ci interessino solo le notizie e le opinioni che confermano ciò che crediamo di sapere, ciò che abbiamo intuito, piuttosto che la realtà dei fatti.

 

La verità, però, è diversa. Il contesto è pieno zeppo di opportunità. Leggevo proprio ieri in uno studio del CEDEFOP (l’Istituto dell’Unione Europea che si occupa dello sviluppo delle politiche per la formazione professionale) che nel 2018, solo in Italia, tra web e canali tradizionali o APL, sono state pubblicate quasi 2.400.000 offerte di lavoro.

A questo punto fai una ricerca: quanti sono i disoccupati in Italia?

Imparare a leggere il contesto e capire la realtà è uno dei passi da fare per trovare lavoro. Chi non capisce il contesto non riesce ad avere un obiettivo lavorativo e professionale chiaro. Ricerca lavoro compulsivamente e poco efficacemente. Fa spam con il suo CV.

 

Chi non capisce il contesto, ha lavorato seriamente e meticolosamente per fare in modo che quel mantra sbagliato “qui non c’è lavoro” si avverasse.

 

Capovolgiamo insieme questo ragionamento sbagliato. Proviamoci!

 

Non lasciarti influenzare dalle fake news, dalle notizie che contengono pochi dati…

Diventa il tuo influencer: non farti fregare dalla percezione!

Offerte di lavoro ce ne sono tante in Italia. Io sono sicuro che quella giusta per te ci sia. Sono convinto che anche quest’anno ci saranno quasi 2 milioni e mezzo di offerte di lavoro. Se apprendi come si cerca efficacemente un lavoro, come si prepara un CV e come si affronta un colloquio di lavoro, puoi trovare lavoro.

 

Il circolo virtuoso per trovare lavoro, è questo:

  1. Capire quali competenze possiedi
  2. Capire come applicare le competenze che possiedi al contesto nel quale vivi
  3. Capire se nel contesto nel quale vivi ci sono opportunità per le competenze che possiedi
  4. Cambiare contesto, se il contesto nel quale vivi non offre opportunità per le tue competenze
  5. Modificare le tue convinzioni per far sì che si adattino alle competenze e al contesto dove trovi opportunità
  6. Capire come presentare le tue competenze al mercato del lavoro di riferimento
  7. Migliorare le competenze che possiedi
  8. Ripartire dal punto 1

Non ci sono soluzioni facili, ma questa è la soluzione che insegno. E funziona!

 

Dove sta quel “qui” che utilizziamo parlando per generalizzazioni? In quale contesto si trova? Nella tua città, nella tua Regione, in Italia, in Europa? Chi sono quei “tutti” che tiriamo in ballo quando generalizziamo. “Mi hanno detto che…”. Chi te l’ha detto? L’hai sentito da due o da tre persone? L’hai letto? Sei sicuro che sia vero? L’hai provato o puoi provarlo? È vero che per te, proprio te, non c’è un posto di lavoro? Ne sei certo? Puoi provarmelo con dati certi o è solo una percezione che ti sei sforzato di trasformare in realtà? E se è vero che per te non c’è lavoro, sapresti dirmi nel raggio di quanti chilometri non c’è questo lavoro? E se provi davvero che non ci sia, è intelligente da parte tua continuare a cercarlo in quel “qui” che hai identificato e circoscritto?

 

Prova ad ampliare il raggio chilometrico in cui lo cerchi. Prova a farlo.

 

Sono certo che non molto lontano da quel “qui” da cui sei partito con la tua ricerca ci sia un posto di lavoro adatto a te. Dimostralo a te stesso: è quella la realtà, nient’altro. Non lasciarti influenzare: diventa il tuo influencer.

 

Pensa positivo! Fai come Jovanotti di tanti anni fa: Pensa positivo e diventa il tuo influencer! Influenzati di positività: il mondo è pieno di opportunità.

2 milioni e mezzo di opportunità!!!

Buon lavoro supereroe!

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